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Perimetrazione delle fasce ed aree di interfaccia

Per interfaccia in senso stretto si intende una fascia di contiguità tra le strutture antropiche e la vegetazione ad essa adiacente esposte al contatto con i sopravvenienti fronti di fuoco. In via di approssimazione la larghezza di tale fascia è stimabile tra i 25-50 metri e comunque estremamente variabile in considerazione delle caratteristiche fisiche del territorio, nonché della configurazione della tipologia degli insediamenti.

Tra i diversi esposti particolare attenzione andrà rivolta alle seguenti tipologie:

  • ospedali e guardie mediche;
  • insediamenti abitativi;
  • scuole;
  • insediamenti produttivi ed impianti industriali particolarmente critici;
  • luoghi di ritrovo (stadi, teatri, parchi gioco, ecc.)
  • infrastrutture ed opere relative alla viabilità ed ai servizi essenziali e strategici.

Per valutare il rischio conseguente agli incendi di interfaccia è prioritariamente necessario definire la pericolosità nella porzione di territorio ritenuta potenzialmente interessata dai possibili eventi calamitosi ed esterna al perimetro della fascia di interfaccia in senso stretto e la vulnerabilità degli esposti presenti in tale fascia. Nel seguito la “fascia di interfaccia in senso stretto” sarà denominata di “interfaccia“.

Per la realizzazione delle cartografie rappresentative del rischio incendio di interfaccia, si è partiti dall’individuazione delle aree antropizzate del Comune, considerate interne al perimetro dell’interfaccia a partire dalla Cartografia Tecnica Numerica (1:5.000) in formato shapefile dell’intero territorio comunale; si è, quindi, estratto il tema dell’edificato, identificando gli edifici da prendere in considerazione e quelli da scartare (le baracche, i ruderi, serre, tettoie e trulli), aggiungendo altri campi quali campi sportivi e piscine, depuratori, ecc. Il tutto è stato, infine, trasformato in un unico shape di poligonale di possibili esposti.

Da qui si sono creati gli aggregati degli esposti, finalizzati alla riduzione della discontinuità fra gli elementi presenti, raggruppando tutte quelle strutture la cui distanza relativa non sia superiore a 50 metri. Successivamente è stata tracciata intorno a tali aree perimetrate una fascia di contorno (fascia perimetrale) di larghezza pari a circa 200 m. Tale fascia è stata utilizzata per la valutazione sia della pericolosità che delle fasi di allerta da porre in essere. Si è proceduto in modo speditivo utilizzando procedure GIS.

TAV. 01. Rischio incendio di interfaccia. Carta della perimetrazione.